
Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli.
Martin Luther King
Il secolo trascorso è stato attraversato da scoperte scientifiche, da grandi progressi sociali verso la democrazia, da sempre più frequenti iniziative di pace e da piccoli passi avanti nell’affermazione dei diritti umani. Le utopie globali che il Novecento ha cercato di costruire si sono rivelate fallimentari, ma il colonialismo e le discriminazioni fondate sui concetti di razza e etnia sono stati screditati in quanto privi di qualsiasi fondamento biologico. L’effettiva parità tra i sessi, spesso ancora lontana, è ormai divenuta oggetto di lotte e di discussioni per l’avvenire delle società e delle grandi cosmogonie del pianeta. La nostra modernità è caratterizzata dalla velocità con cui le persone si spostano da un paese all’altro, le informazioni vengono fruite da tutti, le merci possono essere trasportate da una parte all’altra dell’oceano e si sta affermando a livello mondiale un unico modello produttivo e di consumo. Tutto questo è sintetizzabile nel concetto di globalizzazione. Molte nazioni, per fare un esempio, solo fino a qualche decennio fa soffrivano la malnutrizione e la fame a causa della non autosufficienza alimentare. Oggi questo problema è quasi ovunque superato. Eppure non si può non restare sgomenti nell’osservare che la globalizzazione ha introdotto problemi nuovi e ha lasciato sul campo molti di quelli del passato, aggravandone alcuni. Il vertiginoso aumento della popolazione crea non trascurabili problemi di gestione di risorse che sono per loro natura non rinnovabili. Problemi e sfide, per esempio, su come riequilibrare lo sfruttamento di queste risorse, facendo accedere ad esse anche tutta quella parte dell’Umanità che oggi è ancora esclusa. Problemi e sfide, dunque, di carattere etico e morale. Ma anche problemi di tipo tecnologico, perché se è vero che le risorse sono non rinnovabili, è necessario che l’Umanità si interroghi su come e dove reperire queste risorse, se l'obiettivo è continuare con lo sviluppo generalizzato del benessere e della qualità della vita. Problemi, dunque, di sviluppo sostenibile, di salvaguardia del mondo naturale, degli ecosistemi, della qualità della vita.
In passato sono esistite varie forme di globalizzazione, ovvero di “europeizzazione” del mondo, per esempio nel corso del XV e XVI secolo, gli europei hanno scoperto l’Africa australe, l’Oceania, l’America. Già allora si evidenziavano i limiti di questo sistema dovuti al contrasto tra lo sviluppo del commercio su lunghe distanze e la situazione delle campagne, dove si realizzava l’autoproduzione contadina.
La globalizzazione pone interrogativi formidabili all’Umanità. Bisogna che tutti i cittadini conoscano e siano consapevoli di questi problemi. E’ sempre più necessario formare una coscienza informata e critica, se si vuole essere partecipi delle scelte collettive che dovremmo essere messi nelle condizioni di poter effettuare; perché questi problemi, e quelli ad essi connessi, riguardano tutti noi; ognuno di noi, individualmente: io e la globalizzazione.
Avventure globali... attraverso il globomondo
"Oh Grande Spirito,
concedimi la serenità di
accettare le cose
che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose
che posso cambiare, la saggezza di capire
quando e come posso cambiarle".
Preghiera indiana